Ieri sera gli Afterhours suonavano a Sesto Fiorentino, poteva la Vala mancare? Anche no! Torno a casa da lavoro alle 18, mi stiro la maglietta da concerto, mi preparo e alle 19:20 sono di nuovo alla stazione di Pistoia. A quella di Prato mi aspetterà la mia collega e già si comincia subito male perchè i treni son tutti in ritardo. Arriverò alle 20:20, scendo di corsa e via per Villa Solaria. Come arrivo la prima persona che trovo, come a tutti i loro concerti, è la stessa che me li ha fatti amare, ma che non mi saluta più da 6 anni
. Entriamo, ci aprono le borse, l'ambiente è carino, non conoscevo quel parco. Decidiamo per un panino, ma l'agitazione mi blocca un pò e finirò per saltare la cena. La zona intorno al parco si riempie, prendiamo posto un pò davanti. Come gruppo di entrata ci sono i "Diaframma"...lì per lì ci fanno ridere, poi invece scopro che mi piacciono e quindi dovrò provvedere a cercare qualche loro song. Mentre ascoltiamo loro mi volto e mi accorgo che dietro ho Roberto Dell'Era e Giorgio Ciccarelli, rispettivamente bassista e chitarrista degli After.
Verso le 21:30 cominciamo a essere pigiati, la visuale non è delle migliori perchè il palco è stato montato in discesa, si comincia con "dove si va da qui", seguita da "il paese è reale", la canzone di SanRemo che a dire il vero dal vivo mi piace anche e "Male di miele". Alla fine canteranno quasi tutto l'album "i milanesi ammazzano il sabato" con qualche salto nel passato tra "Non è per sempre", "Quello che non cè","Voglio una pelle splendida" e quant'altro...Su "lasciami leccare l'adrenalina" parte il pogo, che io trovo divertente solo nella mia versione: spintonare e sgambettare i ragazzi ubriachi davanti a me.
Molto carino uno scambio di battute che porterà Manuel a cantare "una canzone scritta da Roberto dell'Era durante la sua presenza all'ospedale per la Sifilide" (in realtà aveva avuto la polmonite) dal titolo *che mondo meraviglioso!!*, e da lì canta una splendida "what a wonderful world" di Luis Armstrong e a fine canzone dice "però Roberto, mi piace il tuo pezzo bravo" scatenando le risate del pubblico...
A fine concerto qualche lento porta tre tipi completamente andati a ciondolarsi un pò troppo, tanto che alla quinta volta che mi pestano il pollicione del piede sinistro, cominciamo a spintonarli, tanto che alla fine si scatena una quasi rissa tra la mia collega e uno di questi.
Nel complesso un concerto un pò "sottotono", non tanto per gli After quanto per l'acustica e il posizionamento del palco, che non erano il top. Per il resto è stata una grande serata di emozioni 
Ve la faccio corta. Alla stazione di Pistoia per chi arriva ai binari 4 e 5 e deve uscire, non esiste sottopassaggio ma solo due pedane per l'attraversamento che sono messe a una distanza molto scomoda dalla discesa dal treno, quindi chi scende al binario attraversa le rotaie per tagliare e nonostante la voce registrata dica che è vietato, il 90% delle persone fa così.
Di solito mi metto nell'ultimo vagone, così che quando il treno arriva in stazione sono "meno lontana" dalla pedana, oggi ero troppo avanti e, come tutti gli altri ho attraversato dal 4 al 3 tramite rotaia, poi per arrivare all'uscita al binario 1 ho preso il sottopassaggio con le scale.
Un ragazzo che è uscito con me e che con me ha attraversato le rotaie, non ha preso il sottopassaggio, ma per far prima ha attraversato anche i binari 2 e 1...
La tipa della POLFER l'ha visto e l'ha fermato per la multa
Che differenza fa attraversare tutto o solo una parte? Cose dell'altro mondo...
Ormai si sa che ogni volta, da quando mi son trasferita a Pistoia, ho avuto dei problemi con fogli fogliettini e documentazioni: prima la residenza, poi la tessera elettorale, il dottore e quant'altro.
A un certo punto credi che questa situazione sia finita, ti tranquillizzi , finchè un giorno decidi di chiamare la Dottoressa per fissare una visita di controllo.
Ti accorgi che la Usl ti ha dato solo un numero di cellulare e il numero della sua abitazione. Provi sul cellulare e ti dice che gli appuntamenti li devi prendere telefonando all'ambulatorio e che lei al momento non se lo ricorda e non ce l'ha a portata di mano. Passo tre giorni a girottolare per Internet, tanto che non risulta nessun ambulatorio per quella piazza. In settimana passo di fronte allo Studio, c'è un cellulare per appuntamenti e un fisso per informazioni. Chiamo il fisso dove mi risponde una certa Sig.ra Taddei che non sa niente.
Ieri passo al supermercato e decido di salire su all'ambulatorio direttamente. Entro, salgo e arrivata allo studio, naturalmente non cè nessuno seduto all' "accoglienza". Sento le voci da dietro le porte dei vari medici, ma non mi metto certo a bussare, per chiedere. Mi guardo intorno cè un numero di cellulare per gli appuntamenti.
Oggi lo chiamo e mi dice che questo è il numero per gli appuntamenti relativi agli specialisti e che il numero dell'ambulatorio è un altro e che se la richiamo dopo le 12, me lo dice visto che ce l'ha segnato su un'altra agenda a casa.
Richiamo alle 12:20 e mi da il cellulare di un'altra signora, che naturalmente stacca alle 12:30 per poi rientrare alle 15:30 e che quindi mi devo affrettare. Quest'ultima ha ben visto però di spegnere il cellulare già alle 12:20.
Oggi riprovo, poi mi rassegno 
Venerdì sera ci tuffiamo nel marasma del Blues a Pistoia, ogni anno assistiamo alla decadenza di uno dei festival più importanti d'Italia, che piano piano diventa una festicciola per famiglie. Poco dopo le 21 siamo già in giro per le bancarelle: nonostante il caos, c'è sempre meno gente dell'anno scorso e lo si nota appunto dal fatto che "si riesce a vedere cosa cè sui banchi" cosa impossibile di solito.
Incontriamo gli amici di Paolo, poi gli amici degli amici, poi aspettiamo i miei amici e poi gli amici dei miei amici...facciamo praticamente un piazza a piazza lungo 2 ore perchè è impossibile camminare, beviamo un paio di sangria, ascoltiamo la poesia (solita) di Moreno che per l'occasione si è portato una cornice a mò di televisione (se volete ascoltarla digitate su youtube "Moreno da pistoia") e che si incazza perchè durante la poesia un tipo gli rutta di fronte, e la deve ricominciare per ben tre volte.
Riusciamo a entrare dopo la mezzanotte in Duomo per veder finire il concerto dei Chiken Foot, che non si sa chi siano, ma alla batteria c'è il batterista dei Red Hot Chili Peppers. Vicino a Paolo una ragazza col fidanzato china sulle ginocchia, dopo un pò comincia a vomitare, Chiara ride, il tipo della tipa invece di portarla via le liscia la testa e a fine concerto quando Lei ha fatto la pozza, riesce anche a stampargli un bacio con tanto di lingua, evviva evviva!!!
A forza di girare facciamo le 2, poi comincio a vedere i draghi, colpa anche dei vari passaggi sulla Sala.
Il sabato mattina mi alzo con il mal di testa e una debolezza assurda. Il pomeriggio ci prendiamo un gelato e si torna al Blues, anche per comprare un regalino a mamma che compie gli anni. Girottoliamo fino alle 19, ascoltiamo ancora Moreno che recita la sua poesia ad altri e facciamo un pò i turisti a Pt. A un certo punto passa una ragazza bella abbondante con una maglietta con su scritto "Cristo è dentro di me", Paolo la guarda e mi fa "ma uno solo???" e poi aggiunge "azz se l'è magnato!!!". In Duomo c'è Joss Stone che fa le prove, quindi andiamo a vedere finchè non chiudono che fa di bello.
A cena sono dai miei, si festeggia mamma e poi facciamo un salto al bingo, salto vano come al solito.
La domenica, mi alzo, stiro, mangio dai suoceri e poi, complice anche la pioggia ci blocchiamo in casa...quindi visto ancora l'annebbiatura, mi butto "qualche minuto sul letto" che diventeranno 2 ore e mezzo.
Visto il frigo vuoto decidiamo di andare a cena in un agriturismo sopra casa nostra (famosissimo tra l'altro), si cena da Dio e Paolo al grido di "dai amore un brindisino" mi fa scolare mezza bottiglia di rosso. A fine cena mi ha detto che volevo picchiare i francesi vicini di tavolo.
Sta di fatto che stanotte ho visto ogni ora, visto i lamenti dello stomaco e tutto il vino che mi sono risudata.
Son troppo vecchia per ste cose!!!!
Deve essere la sensazione più bella del mondo, quella di poter guardare il viso, le manine e la testolina, di qualcuno che per nove mesi è stato solo "un'idea". Una pancia bella gonfia prende vita in una culla, con il nome più importante quello di Stefano, Santo Patrono della nostra città.
Solo e soltanto in questi momenti la vita è veramente meravigliosa.
BENVENUTO PICCOLO

Da qualche giorno mi giravano le scatole a tremila: dover andare dalla dottoressa, mai vista e non ritrovare più nè le ultime analisi del sangue (poco male andavano bene a parte il problema del calcio), nè la documentazione relativa alla mano, che per altro mi dà ancora problemi.
Quindi che fare? Piacere Dottoressa, io sono la Vala, c'ho un sacco di problemi, ma ho perso i fogli, che mi segna?
Sabato smonto casa. L'ultima volta che ho visto il foglio del pronto soccorso era insieme al libretto sanitario nel cassetto del mio comodino. Non lo vedo mentalmente in altri luoghi se non li, il mio cervello mi riporta sempre lì e sono sicura che fosse lì. E allora perchè non c'è??? E le palle girano a mille...
Fino a stasera. Torno a casa e vado di getto al cassetto, lo smonto e... MAGIA... i fogli sono incastrati tra il primo e il secondo, maledetti mobili Mondo Convenienza.
Se il cervello mi dice che è lì, perchè sottovalutarlo???
Mi trovo spesso in difficoltà davanti a situazioni del genere. Odio il termine "condoglianze" e non lo uso mai, odio dire "mi dispiace", perchè sicuramente è un dispiacere provvisorio rispetto a quello di chi vive questo momento e d'altra parte non dire niente mi fa sentire una merda...
Che dire a un ragazzo che ha appena perso il padre... personalmente se dovessi subire una disgrazia del genere, non sopporterei la voce di nessuno, gli occhi della gente in cui brilla la scritta "poverina", mi chiuderei in me stessa e reagirei con rabbia.
E oggi che me lo son ritrovata lì, non ho saputo trattenermi dal salutarlo...magari ha risposto solo per educazione, ma in quel momento mi avrebbe sicuramente bruciato...perchè si: io reagirei così...
E non credo nemmeno alla cazzata che Il tempo alleggerirà il dolore, magari lo trasformerà, ma alleggerire non credo proprio.
Quando succedono queste cose, ti accorgi di quanto faccia schifo il mondo...oggi tutti si fermano per piangere uno come Michael Jackson, che non era un padre modello, non lavorava otto ore per portare il pane a casa e non aveva problemi ad arrivare a fine mese e molestava bambini. Per me era morto 20 anni fa quando era sparito tra mascherine e cappelloni...
Il mio motto nella vita è NOI NON CONTIAMO UN CAZZO... e sempre di più ho la dimostrazione che comunque vada è così...
Sta di fatto che oggi mi son sentita come tutte le altre persone...quelle che in certe situazioni devono dire per forza qualcosa...io che ho sempre preferito sedermi di fianco a chi soffre, stringerlo a me e restare in completo silenzio seduti per ore...
Partiamo a 10 alle 8 da Pistoia, sapendo che sarà un lungo viaggio, che pioverà, che sarà dura vincere, MA PARTIAMO.
Siamo a Giulianova intorno l'una e subito capisci quanto la loro realtà sia diversa dalla nostra: già 3 ore prima della partita ogni persona che incontri è vestita di giallo rosso, in tre su un motorino con bandiere e sciarpe suonano il clacson, come se avessero vinto un mondiale, ovunque ti giri e ovunque qualcuno è in festa in attesa di questa partita.
Ci facciamo un giro turistico per il paese, mangiamo un boccone in un osteria veramente carina e alle 14:30 siamo già all'interno del Fadini. Gli unici ospiti al momento, io e mio padre davanti a un ammassìo di tifosi Giuliesi.
Un'ora dopo arriva tutta la curva con i tre autobus e la festa si anima. La partita è una guerra, due dei migliori tra i nostri si infortunano dopo dieci minuti, non riusciamo a tenere palla manco prendesse fuoco e nonostante tutto, nonostante sai che "è scritta" tutti si agitano, cantano, saltano e incoraggiano la nostra squadra, come mai ho visto fare.
Accanto a me un tifoso del Chieti con la bandiera del Prato "sono qui per tifare contro quei bastardi" ci dice, tra di noi anche qualche ragazzo di Pescara e Teramo e Fogaroli e Silva Reis, carichi come micce accese...
90 minuti di freddo, di un tremare che non appartiene a un inoltrato giugno e dovuto un pò per la pioggia e un pò per il nervosismo, ma negli ultimi secondi della partita, quelli dove il Prato segna, non mi interessa nemmeno il fatto che non sento, più nessuna parte del mio corpo, tranne il cuore che batte e che mi costringe a chiamare urlante chiunque trovi sul telefonino. Il risultato ci permette di avere un ultima speranza nei supplementari. Un espulso da entrambi i lati e una speranza che si affievolisce come la fiamma di una candela finita.
E' ancora C2: MA IO HO VINTO SOLO AD ESSERCI
E ci si può attaccare a qualsiasi causa, a qualsiasi odio, ma non è stando a casa che si risolvono i problemi...Giulianova è un paesino, ma io l ho invidiato, l'ho ammirato, perchè per quanto fossimo belli ieri, s'era troppo pochi per la realtà che siamo...capisco chi non c'è e non giudico nessuno, ma non è aspettando un aiuto divino che le cose cambiano. Con dieci mattoni non si costruisce nulla, con migliaia si costruisce un muro difficile da affrontare...
Venerdì riesco a improvvisare. Chiamo Ale e gli chiedo se gli va una serata alla Festa Bavarese a Pontedera. Ci siamo fatti tutte e tre le edizioni e ogni anno fa sempre più schifo, ma è un buon posto per bere come pazzi e vomitare tutto dopo le giostre 
Così ci ritroviamo in sette al solito posto a Pt e partiamo. All'arrivo scopriamo che, al posto dei soliti tedeschi che cantano, c'è una signora di colore che di GERMANICO ha ben poco.
Ci buttiamo sulla fila della birra, non riesco a buttarne giù più di mezzo litro, in un primo momento ci mettiamo in circolo in piedi fuori dalla tenda, Ste continua a ruttare che tanto la musica è alta e non lo si sente. Riusciamo dopo a sederci a un tavolo, tra un bambino più di fuori di noi (ma non aveva bevuto) e l'amico di Ste che appena mi sente ridere comincia a sdraiarsi in terra fino alle lacrime: già perchè quando sono arzilla comincio a ridere con la sgommata, quindi più che lo vedevo ridere e più che mi veniva da ridere a me. Arrivata quasi al soffocamento mi sono alzata e siamo andati verso le giostre. Prima Ale e Gabry sul calcinculo, poi Ale e la Chia, che mi ha smollato le ciabatte e camminava a piedi nudi sull asfalto. Nella pausa pipì prendo in braccio Ale e lo trascino lungo il piazzale "Vala mi stacchi i peli delle gambeeeeee" 
Alla fine tutti sull'autoscontro, tranne me naturalmente. Una cosa che non ho mai capito, ma in cui mi rispecchio anche io è: "ma perchè la gente sull'autoscontro ride a crepapelle?" Ci avete mai fatto caso? E' una cosa bellissima "BOOOM" e ridi di gusto...poteri strani di quelle macchinine.
Rientriamo a casa verso le due, stamani mi sveglia Paolo alle 7:30 perchè è VECCHIO e STUCCO
, le zanzare gli danno noia e la mia sveglia è fatta dai suoi moccoli.
Lo lascio alzarsi e io mi rigiro fino alle 11. Nel pomeriggio andiamo allo Zoo con Ale e la Chia. Mi ritrovo a grattare dietro le oecchie una caprina, che ogni volta che smetto mi tira una cornata. Dò un pò di croccantini a lei e le sue amiche, finchè una salta la staccionata e va a prendersi self service, il cibo alla macchinetta. Sempre meglio dei cinesi che davano le patate fritte alle scimmie!!!!!
Alla fine del giro, durato circa due ore, Paolo mi concede gentilmente un pò di cibo per giraffa. Al mio "no, no", si incavola quindi mi avvicino alla rete e la chiamo, si avvicina, tira fuori quella lumacosa lingua nera, e mi fa un filotto giallo sulla mano. Mi viene di istinto di asciugarmi su Pollo, ma mi trattengo, mi fermo al primo bagno mi lavo ben bene le mani, che nonostante tutto puzzano ancora di formaggio di capra. AH COME E' BELLA LA NATURA!!!!
Una cena veloce, un bagno caldo e un film alla tele e ora sono qui a pensare a domani.
Già domani....
Mi sveglierò alle 7, andrò a votare e poi partirò alla volta di Giulianova.
Ho smesso di chiedermi che cos'è che mi spinge a farmi 9 ore totali di macchina, magari prendere un'acquata pazzesca, e forse tornare più delusa di prima...
Non so come andrà a finire, anche se dentro sento talmente tanto movimento che l'unica cosa che voglio sentire al mio ritorno è una gioia infinita che ci spinge fino alla C1...
Ma non tanto per il Prato in sè stesso: solo e unicamente per tutti coloro che, come me, ci hanno creduto e hanno speso l'anima e il cuore per seguire i nostri colori.
La nostra realtà, per alcuni, è fatta per stare ai margini del calcio, per altri prima o poi qualcosa dovrà succedere e secondo me succederà...c'è un treno per tutti e il nostro è biancoazzurro
Non mi va di raccontare della cena di venerdì sera, passata a litigare di calcio con un barese e non mi va di raccontare di sabato, che ho rischiato di morire per mano di mio fratello, o che quando son tornata a casa ho trovato la casa allagata per mano della vicina.
Parliamo (seriamente) di domenica
Ho passato una settimana intensa, ricca di crampi allo stomaco, pensieri, di quelli che se racconti in giro le persone ti guardano con quegli occhi di superiorità che solo chi non tifa Prato, può fare.
Dal lunedì al sabato, un unico pensiero, nessuna illusione, ma una solida intensa nube di speranza che mi appannava gli occhi…
Sabato il buio. Come quando desideri fortemente di raggiungere un posto e quando stai per uscire di casa e partire ti chiedi “dove diavolo sto andando??”…il panico, il vuoto, la voglia di non schiodarsi dal divano, che è già domenica.
Una domenica mattina fatta di ultimi incoraggiamenti, di ultimi accordi e di ultimi sorrisi.
Arrivare allo Stadio ancor prima dell’apertura dei cancelli, entrare e respirare quella desolazione e quell’amarezza di sempre, sapere che di lì a poco quelli spalti completamente vuoti, avranno la tifoseria che si dovrebbero meritare ad ogni partita, ma che è concessa solo nelle domeniche importanti o in quelle col biglietto ridotto. Salire dal retro della maratona a testa bassa, e all’ultimo scalino essere avvolta da quel venticello che ti apre la visuale intera a quell’impianto decadente, ma che ai tuoi occhi è il più bello del mondo: la tua seconda casa. La curva che si riempie, l’arrivo dei tifosi avversari, un caldo che ti stringe la gola che nonostante tutto emette cori, suoni, grida di rabbia, di gioia e ancora di amarezza.
Un signore anziano, ci chiede se può sedersi accanto a noi, e mentre si appoggia su quel cemento sospira dicendo “ ma cosa mi porta a 90 anni ad essere ancora a vedere il Prato”. Tra me penso “il cuore”, quel cuore che lui avrà malridotto per l’età, ma che è ancora intriso di emozioni e vivo di gioia, molto più di quello di tanti trentenni, che non erano presenti.
Una stagione di lotta, una settimana di nodi allo stomaco, che dopo 90 minuti ti lasciano a delle lacrime amare.
Così all’uscita ti ritrovi tra centinaia di teste chine sull’asfalto, per alcune la speranza non si è affievolita, per altre tutto è già finito, per altre ancora il tutto finisce nel secchio del “lo sapevo che dovevo rimanere a casa anche questa domenica”.
Non so perché, ma non riesco a smettere di crederci e farò di tutto per andarmi a prendere la mia vittoria sotto una torrida giornata Giuliese…
- Sabato mattina sveglia tardi colazione tardi
- No pranzo
- Mc Donald's per merenda
- No cena
- Un litro e mezzo di sangria + una cosa chiamata "De puta madre" con Ale e Chiara all'OVEJA NEGRA
- Tornata a casa sui ginocchi che deliravo sui trentanni di Toccafondi a Prato...
- Domenica mattina sveglia alle 7, perchè Paolo rantolava
- Pisoli fino alle 11
- Paolo parte per i play out della Pistoiese a Foligno
- Vala no pranza
- Scannerizzo foto di scuola e mi spacco dal ridere
- Comincia la partita dei Play Off Viareggio - Prato, alla radio
- SMS di Chiara: passiamo a prenderti tra un pò ma Stefano vuol vedere i cincillà
- Prendo tutti i vestiti in giro per casa e li stonfo nell'armadio, raccolgo bottiglie bicchieri e tovaglioli e cestino tutto, rifaccio letti e spazzo un pò il tutto in 12 minuti netti...pulito no, ordinato forse...
- Liquorino alle castagne e mirto per tutti
- Pizza dal Tasselli e gelato in piazza a Casalguidi
- Pioggia e ritorno a corsa a casa (correndo)
- Dimostrazione su "come si uccidono le zanzare con la racchetta elettrica"
- Prato in finale, Pistoiese in C2 
- FACEBOOK time
- Aspettato Pollo triste dal terrazzo
- Film, puntocroce, stirare divisa a Paolo e nanna
- Lunedì post elezioni e sveglia presto....
Ho riassunto bene??????? 
Di solito sono una persona che, facendo parte della categoria "impiegate", quando va nei posti è comprensiva e paziente.
In qualsiasi posto, so che ci sarà una fila da rispettare, so che ci sarà del tempo da perdere e so che ci potrebbe essere qualche intoppo.
Ma se cè una cosa che davvero non reggo è il dover perdere tempo a rimediare dove la gente non sa fare il suo lavoro...è una cosa che mi rende mostruosamente cattiva...
Il Comune di Serravalle ha un odio particolare per me: me ne ero già accorta per la residenza che non mi arrivava mai e ne ho avuto conferma quando ho dovuto chiamare l'Asl, quando a differenza di Paolo non mi era ancora arrivata la lettera per la variazione del medico. Quando finii all'ospedale per la mano, mi comunicarono che per l'ASL risultavo ancora residente a Prato, pochi giorni dopo chiamai per sapere "che fine avevo fatto".
"Signorina non mi è ancora arrivata la lettera per la variazione del medico a distanza di quasi un anno"
"Probabilmente quelli del Comune se la sono persa dall'ufficio a casa sua. LEI deve andare in Comune farsi fare un'autocertificazione di residenza, presentarsi all'ASL e richiedere la variazione"
"Signorina, lavoro a Prato, non è possibile ri-avere la lettera a casa che è tanto più semplice?"
"NO e comunque siamo aperti anche di pomeriggio due volte a settimana"
"Sa com'è lavoro anche di pomeriggio"
"Allora a Pistoia il sabato mattina"
Loro fanno casino e a me tocca correre...vabbè tanto io il sabato mattina dovrei solo dormire..,,
Un paio di mesi fa consegnano a Paolo a casa la tessera elettorale...naturalmente a me niente. Rimando rimando rimando fino a che non decido di chiamare il Comune.
"Signorina, ho la residenza qui da un anno ma non ho ancora ricevuto la tessera elettorale"
"Bene verifichiamo dal pc il perchè! Ah si hanno tentato la consegna, ma non l hanno mai trovata!!!"
"Sa com'è lavoro..." (Dentro di me pensavo: almeno un avviso lo potevano lasciare però)
"Può venire a ritirarla qui, quando vuole, in tutta la settimana che siamo aperti dalle 9 alle 19, proprio per agevolare i cittadini"
"Ok passo in settimana grazie"
La logica di ieri era: siccome sono a casa malata, domani rientro a lavoro, quando esco prendo il treno delle 5 passo dal Comune ritiro e vado a casa. Poi mi si accende il cervello: come minimo perdo il treno o ritarda, mi fanno casino in comune, poi mi girano e mi tocca andarci sabato mattina e mi scoccia un ballino tornarci.
Quindi ieri chiamo Paolo all ora di pranzo...gli chiedo se quando esce si fa un salto in Comune. Mi presento li che non c'è anima tranne le solilte due impiegate che cazzeggiano. Spiego che mi manca, spiego che ho chiamato il giorno prima e che mi è stato detto di passare...
"Andiamo vieni di là che ti cerchiamo"
Sfoglia sfoglia sfoglia e la mia tessera non viene fuori....chiamano una collega per "l'aiuto da casa", resto una decina di minuti spettando che sta tipa mi trovi altrove e naturalmente non salto fuori...
In conclusione mi ritrovo stampato sulla nuova scheda elettorale la dicitura "DUPLICATO" ancor prima di aver ricevuto l'originale...
IO COMINCIO A PENSARE CHE UN MI CI VOGLIANO....
Non mi sentivo così da schifo da un bel pò. Sto strano raffreddore che mi scende solo dalla narice destra da dieci giorni, uno sfogo sotto l'occhio, un altro sotto il naso e via così, sembro stata appena malmenata.
Il w-e appena trascorso è stato uno dei più tranquilli. Si comincia da venerdì, le corse solite, per preparare una cena che come sempre mi emoziono e compiccio casini, tra il finir di pulire e il preparare tutto arrivo per orario con la lingua sotto i piedi. La gioia è quando ti ritrovi catapultata in quelle persone che vorresti a cena ogni sera, quel pancione di 8 mesi che sembra scoppiare da un momento all'altro e quelle facce così familiari con sui si chiacchiera bene.
Il sabato comincia la debolezza...prima mi faccio una bella dormita, poi nel pomeriggio andiamo a trovare il nonno di Paolo che sta facendo la riabilitazione in montagna, da una parte sembra un miracolato, dall'altra una bestemmia ogni tre parole perchè li non ci vuol rimanere...scendiamo giù e obbligo Paolo a fermarsi a Quarrata al Garden per comprare un pò di piante "già pronte" da sistemare sul terrazzo, in quanto dai semini messi quache mese fa non è uscito niente e il terrazzo così vuoto mi snerva. Torniamo a casa e ci sporchiamo bene bene di terriccio, ma alla fine il risultato è ottimo.
Per la domenica sveglia presto e corsa alla stazione: cominciano i play off per me e i play out per Paolo, ognuno al suo Stadio. Sul treno un tipo un pò particolare canta "io scendo alla stazione del Serraglio e mangio un kg d'aglio" e io gli rido in faccia...delusione vedere, appena arrivata alla centrale, tutti quei pratesi dirigersi verso firezne a vedere la violamerda....che vergogna....
Alle 3 son già allo Stadio, piove come Dio la manda, ma almeno son in maratona coperta e m asciugo. Un bel pò di gente rispetto al solito, urlo faccio gestacci, e mi arrabbio, usciamo da lì, con un bel 2-0 a nostro favore, con la speranza che il ritorno a Viareggio non sia devastante.
La sera la passiamo alla sagra della Bistecca a Casalguidi...a dire il vero non è un granchè e il tempo non aiuta, per di più non ho vinto nemmeno la bicicletta e quindi sono ancora più triste!!
Ieri cacciucco a casa dei suoceri a pranzo, rural show a Santonovo il pomeriggio e cena dai miei con carne alla brace...
Meravigliosa mia nonna: "nonna i'che t'hai???" "Bah, la tu' mamma la m'ha legato con lo spago" "Che spago nonna???" "Uhhhhh lo spagooooooo, quello per legare i' cotechino!!!!" "E si nonna, ma fatti slegare un t'abbiano a mettere ni' forno" "Bah, t'hai ragione poca miseria!!!!"
E stamani mi son svegliata devastata....sto viso deturpato mi da proprio noia, sta debolezza mi sfascia...ma ormai c' ho fatto l'abitudine...si starà a vedere...
Venerdì siamo a cena a casa di amici, tra salsicce, rosticciana e specialità pugliesi, preferisco passare il mio tempo a far da demente con una bambina di otto anni, che sembra l'unica con cui mi posso divertire. Il sabato mattina mi sveglia Paolo molto poco delicatamente alle 8: lui si prepara per andare a sparare con i colleghi (vincerà una salsiccia, e ne ruberà altre 4), io mi preparo prendo l'ovetto e alle 8:40 sono a casa dei miei. Prendo il babbo, direzione Giro d'Italia, tappa Campi Bisenzio. arriviamo verso le 9:30 e c'è già un gran macello, se c'è una cosa che odio è arrivare nei posti quando i giochi sono già fatti e mi tocca correre. Cerchiamo lo stand dove farci cambiare gli inviti in pass e naturalmente non lo troviamo. A parte che non capirò mai la gente che porta i figli col passeggino dove c'è casino e la terza volta che mi passano su un piede quasi li maledico, ci fanno girare le piazze dodici volte, finchè riusciamo a capire, col fumo alle orecchie, dove siamo. Prendiamo i pass e naturalmente non ci dicono dove abbiamo accesso, quindi ci armiamo di pazienza e andiamo a cercare il villaggio. Entriamo, un paio di caffè due passi tra gli stand e poi mi trovo una bella transenna libera davanti al palco. Passano i ciclisti e l'emozione è tanta, organizzo una specie di "associazione a delinquere" con dei ragazzini sulla tredicina di età:loro vogliono gli autografi io le foto, quindi io chiamo i ciclisti, loro si fanno l'autografo io mi procuro le foto. Fino a che ancora più semplice, mi si piazzano davanti le telecamere Rai davanti e tutti sono costretti a fermarsi sulla mia linea. In un paio di interviste mi sono anche vista le braccia e i capelli nel pomeriggio ahahahah.
Mi metto a chiacchierare con Alessandra De Stefano...sono anni che la seguo e che l'ammiro, quando le ho detto che lei fa il lavoro che ho sempre sognato io, mi ha chiesto quanti anni ho e poi mi ha detto "lo puoi fare tranquillamente", accarezzandomi il volto. Poi mi ha promesso una foto, il tempo di intervistare quel cafone di Armstrong, solo che ho il babbo poco tecnologico e con la fotocamera ci ha mozzato la faccia a tutte e due... sarà per l'anno prossimo... Però è stato molto bello, è di un'umanità assurda e di gran gentilezza, non l'avrei mollata più.
Tempo poco e siamo fuori all'una sono dai miei, mangio (poco) e brindo di spumante con la torta alle fragole col nonno Gino che mi ha tenuto tutto da parte perchè voleva festeggiare il suo ottantanovesimo compleanno anche con me. Torno a casa e mi spiaccico sul divano, vedo la tappa, ma dopo un pò comincio a russare, quasi non mi accorgo che Paolo è tornato.
Alle 19, siamo pronti e lavati per andare a vedere il derby del cuore Pistoiese-Prato per Turchi, ma ci rimango male nel vedere che nonostante le gran chiacchiere della gente, siamo veramente pochi...e dire che io non ci volevo nemmeno andare, eppure c'ero...
La domenica ce la facciamo al mare, con Ale e la Chia, divino stare sulla spiaggia tutto il giorno a rosolare, la sera un pò meno quando mi entrano mal di testa e mal di gola.
Stamattina giornata discretamente di merda in ufficio...possibile aver finito un enorme lavoro ed essere bloccati perchè il programma di gestione ha deciso di farmi sbilanciare un Bilancio di 100 € e il programmatore non ne leva le gambe?
Vi linko un pò di foto va
www.facebook.com/home.php#/album.php
Venerdì pomeriggio riesco a arrabbiarmi con Paolo che non mi vorrebbe portare al mare nemmeno stavolta, mentre torno a casa e gli comunico che "IO TORNO IN AUTOBUS", se non fosse che mi accorgo che c'è sciopero e la prospettiva di farmi 8 Km a piedi è abbastanza dura...
Alla fine al mare ci andiamo uguale e grazie a Dio direi, visto che c'è un sole che spacca le pietre. Riesco a bruciarmi lo stesso, finalmente ho un colore meno bianco del solito, passiamo l'intera giornata con Ale e la Chia in spiaggia, tra bambini con i nomi strani (una addirittura si chiamava quasi come una Porche) e Paolo che fa il vecchietto sotto l'ombrellone, invece che buttarsi nelle gelidissime acque del Tirreno.
Per la sera ci organizziamo con gli amici suoi, per andare al cantar maggio, si fa da piazza a piazza dietro a questo gruppetto che suona e a ogni sosta c'è da mangiare. Chi mi conosce sa che non mi riesce mangiare a Buffet, proprio una cosa mia psicologica, quindi finirò per mangiare un crostino e qualche neccio solamente.
La domenica sveglia non troppo tarda, Paolo si prepara per andare allo Stadio, stavolta decido di non seguirlo, non pranzo, perchè non mi va (e due) prendo l'Ovetto e vado su quelle colline su cui tanto ho passato le giornate più tristi della mia vita, faccio Seano, Carmignano, mi fermo per un paio di foto, il motorino che non riparte, il panico, poi via giù per la Serra, Comeana, Poggio a Caiano, fino a casa dei miei, dove mi aspetta mio fratello. Saluto tutti, anche la nonna che devo ahimè confermare, ha un colore pessimo, e poi quando arriva Claudino, si va prendere la Chia e tutti al Barberino Outlet...Non compro niente, fa un caldo della madonna, ma riesco a fare merenda. Un giro ancora e poi a casa, riprendo il motorino e via verso Cantagrillo.
Per cena Paolo ha ordinato la pizza, naturalmente non ceno (e tre) e gli chiedo se al Cinema a vedere "Angeli e Demoni" (vado proprio per farlo contento precisiamo) ci si può andare il giorno seguente.
Il mal di testa mi svanga, non mi reggo in piedi e poco dopo mi addormento sul divano mentre in Tv viaggia "30 anni in un secondo", che mi fa sempre ridere... Poco dopo sono a letto che russo come un cinghialotto.
Stamattina è scorsa in una maniera formidabile...si perchè quando si lavora si guard ameno l'orologio 
... è solo che non ho voglia di scrivere nonostante le tante cose da scrivere....
Dal nonno di Paolo e l'intervento al cervello, a mio nonno col cuore rifinito, alla nonna di Leo che da i pensieri (sembra che si siano dati appuntamento), alle serate a "preparare un regalino", al Giro d'Italia a cui andrò con i pass gentilmente forniti anche quest'anno dalla Banca, al Prato che non vuole andare (strano vero?) in C1, ai pronostici sulle partite di Genoa e Fioretnina azzeccati ogni domenica, al sole che cè quando non posso andare al mare e che manca quando decido di partire, alle telefonate per sistemare le carte che non mi hanno sistemato a un anno di distanza dalla residenza a Pistoia, ai soldi che mi son partiti e partiranno per tutte cose che servono, mentre vado in giro con le scarpe bucate a forza di rimandarne l'acquisto perchè "questo mese non si può...", alla gente strana sul treno (ho rivisto il tipo che si buttò sulle rotaie, stavolta in giro vestito da Babbo Natale...) beh ne avrei di cose da raccontare....
Ma non ne ho voglia... e vi racconto che sto leggendo "LA PELLE" di Curzio Malaparte: un libro che parla di una Napoli che era già Napoli nel '45.
Un passaggio molto bello ho letto stamattina. Una cosa a cui io non avevo mai pensato. Lo scrittore si arrabbia con il cielo: come fa un cielo ad essere così bello e azzurro, mentre sotto di lui nelle più belle piazze del centro città, le madre si vendono i bambini ai soldati in cambio di soldi?
Già...e io chiedo, come possa essere così azzurro e meraviglioso un cielo, davanti a tutto quello che passa anche oggi dai nostri occhi??
A me dà i brividi
Giovedì, con l'eurostar , la Roby e la Giulia sotto braccio parto per Roma. Arriviamo alle 9:30, saltiamo giù dal treno ci buttiamo in metro e in pochi minuti siamo in San Pietro. Lo scopo è quello di fare un saluto a Papa G.P.II. La fila è kilometrica, ma ci accorgiamo dopo pochi minuti che è un bluff: scorre in maniera esagerata, fino all'entrata dove si nota che la coda era solo per i metal detector. Abbandono lo zaino e tutto sullo scorrevole, passo e suona. Il Carabiniere mi guarda e fa "è la macchina fotografica", passa la Giulia e suona uguale: "è il telefonino al collo"...a quel punto mi giro e a battuta dico "Cavolo ma lei è un indovino" e mi sento rispondere con insolenza che "Signorì so diec'anni che fò sto lavoro, lei è vestita tutta attillata non bisogna esse' fenomeni pe' capì che è, a meno che 'n c'abbia 'na pistola alla caviglia!!!"...A quel punto sorridendo maleficamente gli ho detto "Ecco appunto, in guardia che se entra uno con la pistola alla caviglia lei lo fa entrare..." C'è rimasto maluccio...
All'interno delle Grotte tutto scorre in maniera troppo veloce, non ti fanno sostare e tra la forte emozione del posto e la gente, riesci a respirare solo quando risali in San Pietro. Finito il giro (che pensavamo di spenderci un sacco di tempo in più), il resto della giornata scorre tra la metropolitana e le cose da vedere: Trinità dei Monti, Piazza di Spagna, i giardini di Villa Borghese, la Fontanta di Trevi, Montecitorio, il Pantheon, i Fori, il Colosseo e quant'altro prima mi era noto solo dalla Tv e dalle canzoni di Venditti.
Dopo 7 ore di cammino eravamo talmente fuse che ci siamo piantate in stazione a aspettare il treno di ritorno.
Il Venerdì io e Paolo ci alziamo alle 12:30 e naturalmente la giornata di mare che mi ero prospettata è andata a trogole. Pranziamo alle due, usciamo alle quattro per un gelato e poi di nuovo a casa, perchè l'orario di sveglia c'aveva talmente rincoglioniti che avevamo sonno ancora.
Il sabato Paolo si alza e scappa per andarsi a fare i capelli, io mi alzo e deduco che nonostante il sole, il mare non mi toccherà manco oggi e comincio a fare i fumi...
Usciamo nel pomeriggio per andare a Sarzana, un giro per centri commerciali e poi decidiamo per la Sagra del Carciofo fritto vicino a Piombino...per un totale di circa 400 Km di macchina, a cantare come due dementi le canzoni di quando ci siamo conosciuti (come fanno i vecchi ahahaha). Non trovando poi la sagra Paolo decide di chiedere informazioni e chi ti ferma? Quello che avevo appena definito un maniaco sessuale perchè in giro con quel caldo in impermeabile bianco...si ferma si gira e scopriamo che è anche ricco di barba lunghissima bianca, codino, occhiali alla John Lennon e cappello da cowboy...Paolo quasi gli ride in faccia, io mi limiterò al commento successivo di "ma con tutta la gente che c'era proprio all' omino delle 1000 Lire dovevi chiedere?"
Troviamo la sagra ma c'è troppa fila, si girottola tra le bancarelle e poi si opta per comprare du carciofi e andare a cenare a PIombino sulla scogliera...posto carino, cena un pò meno ma ci accontentiamo della passeggiata romantica sul mare, finita di corsa perchè Paolo aveva freddo...
La domenica diventa una violenza psicologica...Paolo mi offre di andare a vedere la Pistoiese e accettando a mlincuore non avevo fatto i conti su alcune cose:
1) La partita in se stessa
2)I biglietti nominativi: il mio nome appare con entrambi i cognomi sopra la dicitura Pistoiese-Real Marcianise
3) La gradinata chiusa: TUTTI IN CURVAAAAA
4) Quando vai a fare i biglietti ti schedano, quindi d'ora in poi il mio nome è nei loro archivi 
Torno a casa e l'unica gioia è che della schedina giocata alla SNAI, ho azzeccato tutto e mi manca solo il derby in notturna...a fine serata avrò vinto 154 Euro, con cui con gioia mi pagherò qualche bolletta o un pò dell'abbonamento del treno 
Stamani in ufficio il telefono sembra quello di un gioco a premi, suona suona suona e alla fine mi rendo conto di aver prodotto veramente troppo poco...
CHE SONNOOOOOOOOOO
Quando ho tempo da perdere mi fermo a pensare...
Il mio umile cervellino si è fermato a chiedersi, dove sono finite tutte le bandiere Free Tibet e tutte le campagne mosse durante le Olimpiadi 2008...
Come per ogni fittonata (ricordate le Bandiere della Pace a 7€ sparite nel nulla appena la guerra in Iraq è diventata cosa di tutti i giorni?), anche questa, nonostante la gente continui a morire, è finita nel dimenticatoio.
Negli ultimi mesi siamo stati bombardati da una serie di eventi, che hanno sostato sulle nostre televisioni in modo pesantissimo: dalla questione ROM, agli stupri per una media di 800 al giorno, alla crisi italiana e non per ultimo il Terremoto in Abruzzo che era l'unico che aveva il diritto di stare su tutte le reti ed ora è già all'angolo di qualsiasi telegiornale, sostituito dal panico per la febbre suina....
E la gente che fa? Naturalmente vive lontano dalla gentaccia esce con le mutande di bandone, si finisce al gratta e vinci per combattere la crisi, si alza alle 4 di notte di botto per qualsiasi piccolo rumore e non mangia più maiale che tanto la mucca e il pollo si erano già ammalate ma ora stanno bene grazie a Dio
Non se ne può più!!! 
Mi sono accorta che se passano troppi giorni da quando voglio aggiornare il blog alla fine non mi fa più voglia di farlo... a maggior ragione se le cose da scrivere sono tante...
Così il mio fine settimana è cominciato giovedì sera con una rimpatriata tra vecchissimi compagni di scuola, tre limoncelli una sambuca e Paolo che mi aspetta alle 2 di notte con un mattarello in mano come la Sig.ra Alice sulla settimana enigmistica mentre aspetta Carlo.
La sveglia del mattino seguente punta alle 6:30 e per tutta la giornata a parte gli occhi da Panda in cattività, faccio più cazzate a lavoro che supero il capo e per di più sento anche le voci.
La sera trascorre con una mega cena, originalissima. Siamo Io, Paolo Ale Chiara e Cla (e chi sennò), a casa nostra; tema della cena: "tutto al contrario". Rimane perciò difficile partire dal Limoncello, proseguire con Caffè e Fragole al cioccolato, ma ancora peggio se la portata successiva è fatta di scaloppine vino rosso e cipolla, fusilli zucchine e pomodori e per concludere antipasto misto e Prosecco come aperitivo...
Naturalmente, mentre io stavo per scoppiare, mio fratello mi fa "ti dispiace se prendo un Amaro Averna?" Apre il mobile e trova due zuccherini "E se mangio anche questi?" e poi gli ho anche dato due sfogliatine alla marmellata...poi se ne vanno e mi saluta dicendo "Mi vado a far due paste in Mercatale" (che, per chi non abita a Prato, non è un posto di spaccio).
Vado a letto completamente a pezzi ho dolori dappertutto e sabato mattina mi sveglio con un pò di febbre. Pranzo dai suoceri, giro a Pistoia al Mercatino dove con 8 Euro mi compro una maglia che diventa vestito che è una meraviglia. La sera cena a base di pesce a Montemurlo per festeggiare i 28 anni di matrimonio dei vecchi e borda che si rimangia ancora: tris di antipasto, primo doppio, astice alla catalana e frittura varia. Esco con un limoncello e un moscato sul groppone e vo diritta a nanna.
Domenica sveglia piovosa, tutto il caldo del sabato finisce in un milione di pozzanghere, mi preparo prendo il treno per Prato e nel pomeriggio sono allo Stadio, all'entrata vengo placcata dallo "Stroncapettini" e io non so se ridere, chiedergli un autografo o scappare, meno male arriva il babbo, c'è abbastanza gente e mi diverto anche se mi sento ancora peggio di prima.
Ieri è ripartita la settimana tra telefonate di gente che vende e quelle di chi si deve lamentare, da citazione un vecchino che telefonando a chiesto "Mi scusi potrei parlare con la signora che è al primo tavolo, quello davanti alla porta?" 